mercoledì 8 giugno 2011

APPUNTI DI VIAGGIO

Articolo apparso sul NumeroZero di www.muromag.com

Difficile. Difficile oggi prendere appunti di viaggio. Sembra un paradosso, ma in un mondo iper-globalizzato, iper-percorso e iper-ryanarizzato ormai chi viaggia non ha piu niente da raccontare. Non c'è piu niente di nuovo, niente da scoprire. Natura selvaggia? Già vista su Discovery Channel. Vacanze spericolate? Vissute su Nat Geo Adventure. Zone del mondo problematiche? Ho guardato tutti i documentari di Current TV. Prima di partire per un viaggio mi compro la guida Lonely Planet o Rough Guide che mi dice anche se il bagno è in fondo a destra o a sinistra. Prima di partire per un viaggio mi leggo una "latinoamericana" o un "sulla strada" cosi mi sento piu viaggiatore. Il turismo di massa, che per definizione è uno degli utilizzatori principali dei non-luoghi di Marc Augé, ha trasformato il pianeta intero in un enorme non-luogo: non più solo aeroporti, autostrade e stazioni ferroviare, i posti coni quali non si stabiliscono legami abitativi o comunque più profondi del vado-una-settimana-vedo-quello-che-c'è-da-vedere-e-torno ora sono persino le capitali esotiche, le isole sperdute, le montagne/stazioni sciistiche e le campagne ripiene di agriturismi e Bed&breakfast. Ti racconto della mia settimana a Londra? Ah gia, ci sei stato a fare il corso di inglese. E quando ho fatto i tuffi su quell'isola Greca? Ah si, come la tua vacanza dopo la maturità. Mi rimane solo quella volta che sulle colline forlivesi ero nudo sotto una cascata..questa ti sembra nuova? Che mi dici allora di Jonas, che dalla svizzera è andato in bicicletta fino in Lettonia passando per la Norvegia? Sai che si lavava nel fiumi? Ecco, ecco! Forse ci siamo! Credo di aver trovato le soluzioni! E che siano viaggi imbecilli alla "Stand Up" di Gip e Miki, viaggi alla scoperta delle specialità culinarie, viaggi alla scoperta di sè stessi (anche se parrebbe morta da un pezzo la caratteristica catartica del viaggio) forse c'è ancora qualcosa da scoprire in viaggio..forsè non è necessario comprare guide senza foto per stupirsi, forse non è semplicemente necessario comprare guide. Basta fare un passo fuori casa, fargli seguire un altro passo e vedere cosa succede. Forse il viaggio lento è la risposta, forse Jonas ha capito davvero, apllicandolo al viaggio, quello che intende Serge Latouche con "ridurre" nel suo "breve trattato sulla decresita serena". Riduciamo le distanze, riduciamo le velocità, aumentiamo l' esperienza vissuta. Peccato che le nostre vite seguano imperturbabilmente legate ai ritmi capitalistico-produttivi, che il lavoro venga prima di tutto, che i soldi vengano prima di tutto: non posso fare un viaggio di due mesi, devo lavorare, per guadagnare i soldi e andare una settimana a Madrid, Amsterdam, Londra, .. ora vi lascio, che con i miei piccoli averi di studente universitario sto prenotando un volo sul sito di Ryanair..

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