domenica 25 aprile 2010

GAETANO AMATO – IL TESTIMONE

Premio Bancarella 2009

“Trentasei e ventisette, cinquantaquattro e trentadue. Per un totale di millecinquecento euro in entrata e tremilasettecento in uscita. Urgeva un incarico ben remunerato.” È questo che serve a Gennaro di Palma. Come gli è servito per tutta la vita, come serve a tutti coloro che il caso vuole nascano a Napoli: quel che basta per tirare avanti insomma. L’ha fatta tutta, la gavetta: contrabbandiere con il padre, tassista abusivo, poi agente alla buoncostume. È grazie a queste esperienze e alla “campanella int’ ‘o cervello” che finalmente Gennaro trova un mestiere che gli porta il pane in tavola. La Gennaro Di Palma Investigazioni, con sede nel salotto del suo appartamento, lavora principalmente a casi di tradimento e truffe assicurative, dandogli introiti abbastanza regolari. Ma si sa, la vita è dura oggigiorno: l’affitto da pagare, gli assegni alle due ex mogli che aumentano ogni anno..è sempre più difficile arrivare a fine mese senza il conto in rosso. Sta però nel DNA Partenopeo l’arte di arrangiarsi e di trovare sempre il modo di cavarsela. Capita infatti che ogni volta che si trova in difficoltà, Gennaro riesca con un colpo di fortuna a risollevare le proprie sorti. E sembra proprio il solito colpo di fortuna quello che porta un facoltoso ingegnere all’agenzia Di Palma, il quale affida all’investigatore privato il compito di indagare su un sospetto tradimento coniugale. Un lavoretto facile e poco faticoso. Ordinario. Ben pagato. Diecimila euro più le spese. Robe che non capitano tutti i giorni. Il solito caso di corna insomma, ma con un interessante variazione sul tema: una remunerazione capace di risolvere molti guai a Gennaro. La variazione sul tema si rivelerà però di tutt’altro genere, con un cadavere carbonizzato, un assassino introvabile, un movente sconosciuto. Serviranno tutte le doti investigative e le conoscenze in questura, assieme all’intuito e all’arguzia tipici di chi è cresciuto tra le strade di Napoli per far suonare quella campanella nella testa dell’investigatore e allacciare tutti i nessi necessari a risolvere il mistero. Che non è tuttavia il principale motivo per cui vale la pena avvicinarsi alla lettura del “Testimone”. Magnetico punto di forza ne è infatti il protagonista, emblema di quello spirito Partenopeo capace di fare fronte alle difficoltà in qualsiasi modo, di rialzarsi in ogni occasione, di affrontare i problemi sempre con la tipica ironia meridionale. Gennaro ci appare come colui che “tira a campare” con spirito rassegnato ma sorridente, un atteggiamento che lo porta comunque a trovare ogni volta una soluzione nuova e ingegnosa ai propri problemi. Un personaggio che sembra uscito direttamente dalle pièce teatrali o dalle fiction del proprio creatore, con tutte le caratteristiche che lo destinano a diventare detective di successo nella nostra letteratura: tossicchiante dopo la sigaretta mattutina, accesa prima ancora di alzarsi da letto, accompagnata dall’immancabile fondo di caffè della sera prima. Aspettando l’ennesimo colpo di fortuna per pagare l’affitto.

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